
Nella notte tra il 18 e il 19 luglio 1830, mentre la Francia era sconvolta dal rischio di una nuova rivoluzione (il 27 luglio cadde infatti Carlo X), Santa Caterina Labouré fu condotta da un angelo nella grande cappella della Casa Madre, dove ebbe un lungo colloquio, durato più di due ore, con la Madonna, la quale le preannunciò nuovi incontri. Questi avvennero a breve distanza l’uno dall’altro, nei mesi di settembre, novembre e dicembre dello stesso anno.

L’apparizione più nota fu quella del 27 novembre. Secondo il racconto di Caterina, la visione si svolse in due fasi. Nella prima, la Madonna apparve in piedi su un globo, mentre schiacciava con il piede un serpente. Al contempo, offriva a Dio un piccolo globo dorato, tenuto all’altezza del cuore, simbolicamente riferito a ogni singolo credente. Dalle sue mani scendevano due fasci di luce che illuminavano il globo inferiore. Nella seconda fase, scomparso il piccolo globo d’oro, le mani della Vergine si abbassarono, continuando a irradiare fasci luminosi. Intorno alla sua testa comparve un’aureola con le parole: “O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a Voi”. Subito dopo, Caterina vide il retro della visione, senza la figura della Madonna: al centro compariva la lettera “M”, sovrastata da una croce, e sotto di essa i Sacri Cuori di Gesù e Maria, con dodici stelle splendenti che li circondavano (sebbene Caterina non menzioni mai nelle sue relazioni né le stelle né il loro numero).
Durante la visione del 27 novembre 1830, Caterina udì una voce interiore che le chiedeva di far coniare una medaglia riproducendo quella visione.
Caterina riferì le sue esperienze al confessore, padre Aladel, che inizialmente rimase scettico. Tuttavia, dopo ulteriori indagini e grazie a una successiva conferma da parte della Madonna, padre Aladel si convinse della veridicità delle apparizioni e ottenne il permesso di realizzare la medaglia. Il 30 giugno 1832 furono coniati i primi 1.500 esemplari.
La diffusione della Medaglia Miracolosa fu seguita da numerosi racconti di miracoli e conversioni, confermando la promessa della Madonna di grandi grazie spirituali per coloro che la portavano con fede. Uno dei miracoli più celebri fu la conversione dell’ebreo agnostico Alfonso Ratisbonne nel 1842. La Medaglia Miracolosa divenne rapidamente uno dei simboli più riconosciuti della devozione mariana nel mondo cattolico e un potente strumento di protezione spirituale per i fedeli.

La medaglia, comunemente conosciuta come Medaglia Miracolosa, presentava sull’averso l’immagine della Madonna, così come era apparsa a Caterina, circondata dalla preghiera: “O Maria concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a voi”. Sul retro, erano raffigurati un cuore trafitto da una spada, simbolo del Cuore Immacolato di Maria, e il Sacro Cuore di Gesù, circondati da dodici stelle.
In seguito alle apparizioni di Parigi, su richiesta della Madonna, nel 1836 fu fondata l’Associazione delle Figlie di Maria Immacolata. Papa Pio IX la riconobbe ufficialmente con un rescritto del 20 giugno 1847, autorizzandone l’istituzione nelle case delle Figlie della Carità e concedendole uno statuto canonico, inizialmente riservato all’Associazione dei Figli di Maria, fondata dai gesuiti nel 1854. Un successivo rescritto del 18 luglio 1850 estese queste facoltà anche ai preti della Missione. Papa Leone XIII, con il breve Supplices Nobis del 5 aprile 1878, concesse all’associazione tutte le grazie e le indulgenze della confraternita principale. L’Associazione, oggi una “Pia Unione”, ha lo scopo di onorare e promuovere la devozione a Maria Immacolata e dispone di una propria organizzazione.
