Oh Maria, concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a Te

“Quale gioia, quando mi dissero: Andremo alla casa del Signore…” (Salmo 121). Ed è con tanta gioia che siamo entrati nella Chiesa Parrocchiale di Mendrisio, domenica 18 gennaio 2026, per vivere insieme il rendimento di grazie per i 65 anni della nostra Associazione.
Sull’altare, ad aspettarci, c’è Lei, la Madre, la nostra Madonna della Medaglia Miracolosa, splendente di luce.
Grazie a Radio Maria, il nostro saluto e la condivisione di questo momento di preghiera hanno raggiunto diverse parti del mondo.
La prima preghiera è rivolta a Lei, a Maria: con il rosario missionario ci accompagna nei cinque continenti, dove sono sparsi i missionari che la nostra associazione sostiene con tanto affetto, con la preghiera e con un aiuto concreto.

La presenza di don Jean-Luc Farine, in rappresentanza del Vescovo Alain, di alcuni missionari e di sacerdoti del nostro vicariato ci dona grande gioia; e la celebrazione, arricchita dai canti di diversi cori, ci fa vivere l’Eucaristia – rendimento di grazie – con il cuore pieno di gioia e di gratitudine.
Con il canto corale dell’ “Eccomi”, al momento della lettura del salmo responsoriale, rispondiamo unanimi all’invito fattoci da Maria, che ci ha voluti raccolti insieme per pregare, lodare e ringraziare Dio, Padre di tutti e datore di ogni bene, e il suo Figlio Gesù, che ha voluto rimanere sempre con noi nel segno semplice del pane e che ogni giorno ci dona il suo messaggio di amore e di salvezza.

Don Jean-Luc, nella sua omelia, ci presenta Giovanni Battista come missionario, come colui che può ispirare una vera spiritualità missionaria: “Ho visto e ho testimoniato”. Ci invita così a una relazione e a un incontro con Qualcuno, con la persona di Gesù, che è Dio.
Ci ricorda che tutti siamo missionari e che tutti siamo chiamati a diventare dei “Cristi” che annunciano il Regno di Dio: missionari di una Persona e del suo messaggio. Ogni incontro, ogni relazione diventa l’occasione per scoprire qualcosa di più dell’Uomo-Dio e per ritrovarlo nel fratello e nella sorella.
Ci ricorda anche l’importanza della relazione cordiale e calda di una comunità, di una famiglia, di un gruppo, di un’associazione, e l’incontro con la testimonianza di chi vive dicendo: “Ho visto e ne do testimonianza”.

Ecco allora l’importanza di una comunità, di una parrocchia, di una rete pastorale, di un’associazione come la Medaglia Miracolosa: un luogo dove si respira un clima di famiglia e che accoglie a braccia aperte, dove si incontrano persone attente agli altri, che vivono la solidarietà e la vicinanza ai più fragili e ai più in difficoltà; uomini e donne seri nel portare avanti il loro lavoro quotidiano, capaci di capire, di scusare e di sostenere con grande senso di responsabilità verso la comunità umana.

Non abbiamo bisogno di “cammini solitari”, ma di un coinvolgimento comunitario e familiare per essere testimoni, invitando tanti a sperimentare l’incontro con Cristo.
Don Jean-Luc termina la sua omelia invitandoci a riprendere il cammino con un grande spirito missionario, per essere ancora e sempre discepoli.
Queste parole sono per noi uno sprone a continuare il cammino iniziato 65 anni fa da un piccolo gruppo di persone, diventato oggi una realtà conosciuta in tutto il Ticino e capace di oltrepassare i nostri confini territoriali e nazionali.
La Medaglia Miracolosa, grazie anche ai nostri missionari, è stata fatta conoscere nel mondo intero con il suo messaggio di fede e di speranza:
“Quelli che la porteranno benedetta, recitando la breve giaculatoria: O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a Te, godranno di una specialissima protezione della Madre di Dio e riceveranno grandi grazie. Copiose saranno le grazie per quelli che le domanderanno con fiducia!”
Così disse la Madonna a Santa Caterina Labouré, nell’apparizione del 27 novembre 1830, in Rue du Bac, a Parigi.
Numerose sono state le persone che, in questa giornata, hanno risposto all’invito di ritrovarsi insieme per dire il GRAZIE a Dio, al suo Figlio Gesù e a Maria, la Madre di tutti noi, con la certezza che non ci abbandonano mai nel cammino della nostra vita.

Così tutti insieme andiamo avanti, con gioia e speranza e con tanto impegno, affinché questo giubileo continui a vivere nel nostro cuore e nel nostro quotidiano e perché l’opera di Maria continui a portare frutti e grazie copiose nel mondo intero attraverso la sua Medaglia, i nostri missionari, i nostri benefattori, i nostri associati e amici e il nostro servizio agli ultimi e ai bisognosi.
Con Maria andiamo nel mondo, cantando insieme, come abbiamo fatto al termine di questa bella e sentita celebrazione:
“Maria, tu sei la vita per me,
sei la speranza, la gioia, l’amore, tutto sei.
Maria, tu sai quello che vuoi,
sai con che forza d’amore in cielo mi porterai.
Maria ti do, il mio cuore per sempre se vuoi.
Tu dammi l’amore che non passa mai.
Rimani con me e andiamo nel mondo insieme.
La tua presenza sarà
goccia di Paradiso per l’umanità.
Maria, con te sempre vivrò,
in ogni momento, giocando, cantando, ti amerò.
Seguendo i tuoi passi in te io avrò
la luce che illumina i giorni e le notti dell’anima.
Maria ti do, il mio cuore per sempre se vuoi.
Tu dammi l’amore che non passa mai.
Rimani con me e andiamo nel mondo insieme.
La tua presenza sarà
goccia di Paradiso per l’umanità, per l’umanità.”

E a conclusione del momento celebrativo non poteva mancare l’agape fraterna, all’Oratorio Santa Maria, momento che ci fa sentire famiglia unita e accogliente, Chiesa aperta.
Dopo questi bei momenti vissuti insieme, ognuno non può che rientrare a casa con nel cuore la gioia di sentirsi amici di Maria, che camminano sulle strade del mondo, ognuno nel proprio quotidiano, con le proprie gioie e le proprie fatiche, ma al servizio di un’umanità che ha bisogno del nostro tempo, del nostro aiuto, del nostro sostegno e della nostra preghiera, affinché questo mondo, in cui viviamo e operiamo, sia un po’ più bello, più equo e più giusto, un po’ migliore per tutti.
BUON CAMMINO CON MARIA!
Carla Bernaschina
