“L’unica certezza sembra essere l’incertezza…” così si esprimono suor Maria Lurdes e suor Cecylia, suore Missionarie Comboniane che vivono la loro missione in Terra Santa, a Betania, tra i beduini. Con grande fede cercano di essere presenza viva, portando speranza e gioia là dove tensioni e difficoltà continuano a sussistere.
Cari amici,
ogni visita alle comunità beduine nel deserto della Giudea rischia di contagiarci con un profondo, quasi inevitabile senso di perdita e di incertezza. Viviamo in una realtà fragile, dove tutto sembra instabile e qualsiasi scossa può far crollare quel poco che resta in piedi. Viviamo nell’ansia di non poter prevedere il futuro e l’unica certezza sembra essere l’incertezza. Eppure esiste una forza più grande di tutto ciò: la nostra fede in Gesù di Nazareth, il Crocifisso, radice di una speranza che non sarà mai delusa.

La nostra presenza tra i bambini beduini in età prescolare è un’espressione viva del nostro carisma: stare con i più poveri e dimenticati. Nei villaggi remoti dei Jahalin, dove l’accesso all’istruzione è limitato, gli asili che abbiamo fondato non solo offrono una solida base educativa per entrare con sicurezza nel sistema scolastico, ma rappresentano anche uno spazio sicuro in cui crescere, giocare e sognare.
Dopo le vacanze natalizie abbiamo ripreso con gioia le attività della scuola materna. Gli insegnanti hanno iniziato il secondo semestre con entusiasmo, riunendosi durante le vacanze per preparare con cura il loro programma didattico.
I nostri asili continuano a progredire. Perché? Perché gli insegnanti beduini vivono proprio lì, nei villaggi. A differenza del personale di altre scuole, non devono attraversare posti di blocco o affrontare lunghe file. La loro presenza costante garantisce la continuità didattica anche in un contesto di grande incertezza.

Formando e istruendo le donne beduine a svolgere il ruolo di insegnanti, seminiamo semi di leadership e dignità. Attraverso la formazione acquisiscono gli strumenti per sostenere ogni bambino, compresi quelli con difficoltà di apprendimento, assicurando che nessuno venga lasciato indietro. In una regione segnata da conflitti ed esclusione, i nostri asili sono più che scuole: sono oasi di speranza, spazi in cui si coltivano resilienza, tenerezza e pace. Con ogni storia raccontata, ogni gioco condiviso e ogni lettera imparata, riaffermiamo il nostro impegno verso i più piccoli, verso i dimenticati.
E poi ci sono i campi estivi, attesi ogni anno da oltre 400 bambini. Quando chiediamo cosa significhi per loro il campo estivo, ci dicono che poter giocare, mangiare, ricevere un regalo, stare con le mamme, andare in gita… è un segno di pace. Sotto le tende improvvisate di teli e stoffe in mezzo al deserto, le loro risate sono più forti del silenzio arido che li circonda, la loro speranza più forte di tutte le difficoltà.
Nel deserto infuocato della Terra Santa, questi bambini beduini ci mostrano ogni giorno che la speranza non è un’illusione fragile, ma una forza ostinata e tenace, che germoglia anche tra le rocce. Ed è per questo che siamo qui: per unirci alle loro preghiere, per accompagnarli nella cura dei loro sogni, per dire con la nostra presenza che non sono soli.
Grazie se potete sostenerci nelle nostre attività missionarie, soprattutto quelle a favore dei tanti bambini. Vi ricordiamo nelle nostre preghiere e vi salutiamo fraternamente.
suor Maria Lurdes e suor Cecylia
