
Carissimi amici, cari associati e benefattori,
ci affacciamo al tempo dell’Avvento, quel tempo tanto semplice quanto prezioso che, ogni anno, ci invita a rallentare il passo, ad alleggerire il cuore e a riscoprire la speranza. Non è sempre facile farlo: viviamo in giorni segnati da corse continue, da impegni che si moltiplicano, da un mondo che spesso ci appare agitato, ferito, incapace di trovare un equilibrio di pace. E così rischiamo di arrivare alle feste quasi senza accorgercene, sfiorando il Natale come se fosse una parentesi, quando invece il Signore ci invita a entrare in un mistero di tenerezza, di silenzio, di vicinanza.
È proprio lì, nella piccolezza di Betlemme, che Dio ha scelto di incontrarci: senza clamore, senza forza, senza pretese. Semplicemente facendosi vicino. Anche quest’anno nasce così, con quella stessa umiltà che salva il mondo, e ci chiede di ritrovare un ritmo più umano, più vero, più capace di custodire ciò che conta davvero. Il Natale, con la sua luce discreta, ci ricorda che la speranza non è un sentimento vago, ma un dono che scende nelle nostre vite concrete, nelle nostre fatiche quotidiane, nelle nostre famiglie.
Il 2025 è stato per tutti un anno che, in modi diversi, ha messo alla prova la fiducia e il coraggio. Le tensioni internazionali, le guerre che continuano, le situazioni di violenza e precarietà, le ingiustizie che toccano popoli interi e talvolta anche chi ci è vicino… Tutto questo ci interpella profondamente. Eppure, in mezzo alle ombre, continua a brillare la testimonianza di tante donne e tanti uomini che scelgono di donarsi senza rumore: i missionari e le missionarie che, nei luoghi più remoti o nelle realtà più fragili, portano la luce di Cristo accanto ai più poveri, agli ultimi, a chi vive condizioni di durezza che spesso il mondo ignora.

La loro presenza, paziente e fedele, ci ricorda che il Vangelo non è un’idea astratta, ma una mano che si tende, una parola che consola, un sorriso che rialza. Anche quando costa, anche quando richiede coraggio. In loro vediamo realizzata la promessa di Gesù: «Beati voi quando vi perseguiteranno… per causa mia»; beati, perché la loro vita diventa luce che non si spegne.
Il 2025 è stato un anno speciale anche per la nostra Associazione, che ha celebrato i 65 anni dalla fondazione. Un anniversario che ci riempie di riconoscenza e che si intreccia provvidenzialmente con il Giubileo indetto da Papa Francesco. È un tempo di grazia, un tempo per lasciarsi rinnovare dalla misericordia, un tempo per guardare alla strada fatta e insieme aprirci a quella che il Signore ci mette davanti. Come Associazione, vogliamo vivere la conclusione di questo anno giubilare con uno spirito di comunione e di gratitudine verso tutti coloro che, in questi decenni, hanno creduto nella nostra missione.
Per questo desidero invitarvi fin d’ora alla Solenne Celebrazione di domenica 18 gennaio 2026 alle ore 14:30, nella chiesa parrocchiale di Mendrisio. Sarà un momento importante: ricorderemo le missionarie e i missionari, i benefattori, i simpatizzanti e gli amici — vivi e defunti — che hanno camminato con noi e grazie ai quali la nostra Associazione ha potuto crescere, sostenere, incoraggiare e accompagnare tante realtà nel mondo.
La celebrazione sarà trasmessa anche in diretta radiofonica sulle frequenze di Radio Maria e via streaming (il link sarà attivato e disponibile sul nostro sito: www.medaglia-mendrisio.org), così da permettere davvero a tutti di sentirsi parte di una stessa famiglia.
Nell’Anno Giubilare che stiamo concludendo, la Chiesa ci ha invitati a rimettere al centro la misericordia di Dio come stile di vita e come sguardo sul mondo. Non un concetto astratto, ma un modo concreto di camminare: più paziente, più mite, più attento alle ferite dell’altro. Come Associazione, abbiamo sperimentato questa misericordia nel senso di famiglia che ci unisce, nella generosità dei benefattori che non fanno mai mancare il loro sostegno, nelle testimonianze dei missionari che, pur vivendo situazioni difficili, continuano a trasmetterci fiducia e una luce che non si spegne. È un invito, anche per noi, a riscoprire la bellezza di gesti umili e quotidiani che, vissuti con amore, diventano già missione.
Viviamo in un tempo in cui tutto sembra consumarsi rapidamente, incluso il bene che facciamo. Eppure il Vangelo ci ricorda che nulla di ciò che è fatto per amore va perduto. Ogni visita, ogni rosario recitato, ogni offerta fatta in silenzio, ogni mano tesa… tutto contribuisce a costruire quella fraternità universale di cui il mondo ha urgente bisogno. Natale ci invita proprio a questo: a credere che il bene, anche il più semplice, è sempre più forte del male; che la luce, anche quando è piccola, vince l’oscurità; che la pace comincia nella nostra casa, nei nostri pensieri, nei nostri gesti di ogni giorno. Lasciamoci allora rinnovare da questo Bambino che viene e che, anche quest’anno, desidera portare pace ai nostri cuori e umanità alle nostre relazioni.

Carissimi, mentre ci avviciniamo al Natale, desidero affidarvi un pensiero semplice: lasciatevi raggiungere. Non permettiamo che la fretta o le preoccupazioni ci rubino il cuore di questa festa. Fermiamoci davanti al presepe, guardiamo quel Bambino che non giudica ma accoglie, che non chiede ma dona, che non impone ma ama. Da lì nasce la pace che cercavamo e non trovavamo; da lì rinasce il coraggio di guardare al nuovo anno con fiducia; da lì riparte il nostro cammino personale e quello della nostra Associazione.
Con gratitudine sincera per ciò che ciascuno di voi dona -in preghiera, in sostegno, in amicizia – vi auguro un Santo Natale e un Anno 2026 ricco di speranza, di salute e di pace.
Che la Madonna della Medaglia Miracolosa continui a vegliare su ciascuno di voi e a proteggere la nostra grande famiglia.
Con affetto e stima.
Michele Faul, presidente
