Per le popolazioni Nuer, Dinka e Lugbara

Carissimi amici della Medaglia Miracolosa,
rientrata in Uganda lo scorso ottobre, dopo un breve periodo in Italia per cure mediche, eccomi nuovamente al Rino Camp, dove vivono i rifugiati sud sudanesi.
Siamo una comunità comboniana di recente fondazione nel West Nile, composta da suor Janet Apio e suor Kevin Sarah, entrambe ugandesi, da suor Felicité, togolese, e da me, suor Laura Gemignani. Facciamo parte della diocesi di Arua, guidata da monsignor Sabino Ochoki.
Siamo una missione molto giovane. I primi passi di questa “missione in uscita”, fortemente incoraggiata dal sogno di Papa Francesco, risalgono all’agosto 2019, quando iniziavamo a raggiungere Yoro da Arua con un’ora e mezza di strada sterrata. Fummo accolte dalla parrocchia in spazi piccolissimi, senza acqua né corrente elettrica: come spesso accade agli inizi.
Nel Rino Camp convivono vari gruppi etnici: sia ugandesi (Lugbara), sia sud sudanesi (Nuer e Dinka) provenienti dai Paesi limitrofi, in fuga dalla guerra. Le persone che vivono qui sono circa 163’000, in condizioni estremamente difficili, spesso in insediamenti sovraffollati, privi di accesso adeguato a cibo, acqua, cure sanitarie ed educazione.
La maggioranza è costituita da donne e bambini. Sono presenti anche circa 3’000 anziani, particolarmente vulnerabili e spesso vittime di abusi e violenze. Neppure la popolazione locale vive in condizioni migliori: la mancanza di risorse economiche colpisce tutti indistintamente, e la malnutrizione è drammaticamente diffusa tra i bambini sotto i cinque o sei anni.
La situazione è peggiorata quando una grande ONG, che sosteneva i malati di HIV e il programma nutrizionale, è stata costretta a chiudere. Oggi il governo fornisce appena 2.50 franchi al mese per persona. Non potevamo certo restare a guardare. Con l’aiuto del parroco e dei catechisti abbiamo individuato delle priorità… ma il numero dei bisognosi resta impressionante: circa 400 bambini al giorno. Attualmente seguiamo:
- 250 bambini nella scuola materna ed elementare;
- 100 bambini che raggiungono quotidianamente la missione per ricevere cibo;
- 80 anziani vulnerabili, molti affetti da varie patologie e alcuni allettati.

Abbiamo inoltre aperto un piccolo oratorio del fine settimana, dove con attività ricreative cerchiamo di restituire un sorriso ai più piccoli.
Il progetto che abbiamo avviato si intitola “L’albero della Provvidenza – Intervento alimentare per Nuer, Dinka e Lugbara”. Per garantire una risposta stabile e sufficiente avremmo bisogno di almeno 35’000 franchi. Ogni contributo è prezioso e ogni cofinanziamento è per noi un grande aiuto. Abbiamo calcolato che, tra cibo, trasporto e personale per la preparazione dei pasti, il costo quotidiano per ogni bambino è di circa 50 centesimi.
Potete darci una mano sostenendo questo progetto, anche solo in parte, a favore di tante persone che hanno bisogno di cibo, cure e attenzione?
Grazie di cuore, fin da ora, per ciò che potrete fare per la nostra missione; grazie per quanto già fate e per quanto farete in futuro per le missioni.
Con gratitudine fraterna.
suor Laura Gemignani
