Cari amici,
vi scrivo per darvi informazioni sulla nostra attività e per chiedervi, se possibile, di darci una mano.
La mia piccola fondazione “Insieme per il Prossimo”, come ben sapete, aiuta molti poveri. In collaborazione con il Municipio, assistiamo, tramite il progetto “Servizio a Domicilio”, più di 200 anziani poveri, malati, paralizzati e costretti a letto.
Offriamo loro assistenza sanitaria, farmaci, viveri, li laviamo, curiamo i decubiti, facciamo massaggi, cambiamo le lenzuola, diamo da mangiare e forniamo pannoloni. Li trattiamo con premura, come si farebbe con piccoli bambini. Il Municipio ci rimborsa, secondo il contratto, il 25-30% delle spese: non è molto, ma è sempre qualcosa. Il resto lo devo cercare io, e spesso non è facile, poiché la guerra in Ucraina, che dura ormai da quasi tre anni, ha complicato tutto: molte organizzazioni donatrici danno priorità all’Ucraina.
Assistiamo anche i profughi, i poveri e ragazzi bisognosi che desiderano studiare ma non possono farlo per motivi finanziari. A questi giovani offriamo borse di studio di circa 140 franchi al mese.
Riceviamo anche container dall’estero. Qualche settimana fa, ad esempio, ne abbiamo ricevuto uno grande da Trento, contenente viveri, mobili, vestiti e scarpe, che abbiamo già distribuito. Abbiamo aiutato in particolare la diocesi di Gori (dove ci sono molti profughi della guerra del 2008) e l’arcidiocesi di Nekresi, situata tra le montagne, dove la popolazione vive in miseria. Collaboriamo anche con il Patriarcato ortodosso, cercando di fare qualcosa di utile.
Come superiore della Comunità Salesiana, mi occupo inoltre dei lavori della Casa Salesiana, in corso da quattro anni. Speriamo, Dio volendo, di terminare la costruzione l’anno prossimo. Tuttavia, dopo la pandemia e con la guerra in Ucraina, i prezzi dei materiali di costruzione sono aumentati drasticamente. Ad esempio, un termosifone prodotto in Turchia, che cinque anni fa costava circa 110 lari (40 franchi), oggi costa circa 300 lari. Anche il costo della manodopera è raddoppiato.
Nonostante tutto, grazie alla generosità di molte persone, stiamo pian piano avanzando. Se troveremo i fondi necessari, contiamo di accogliere i primi ragazzi l’anno prossimo. Tuttavia, per completare la Casa, abbiamo ancora bisogno di molto aiuto.
Verso metà novembre sarò in Italia e spero di potervi visitare per salutarvi e ringraziarvi come sempre. Colgo anche l’occasione per chiedervi se avrete intenzioni di Sante Messe: qui siamo cinque Salesiani e queste intenzioni rappresentano la nostra principale fonte di entrate. Dei cinque preti, due sono di rito armeno e tre di rito latino. Noi di rito latino riceviamo dal nostro vescovo 150 franchi mensili ciascuno, quindi in totale 450 franchi.
Tuttavia, solo l’affitto di una parte della casa Caritas dove vivono due confratelli ammonta a circa 600 franchi al mese, senza contare le spese per luce, gas e acqua. Inoltre, un altro confratello vive a parte e paga un affitto di circa 350 franchi. La nostra vita non è facile. Se avrete intenzioni di Sante Messe, sarà un grande aiuto per noi. Saremo grati anche per un contributo a favore dei nostri poveri, come tante altre volte avete fatto.
Un caro saluto a tutti voi e ai vostri amici e benefattori, grandi e piccoli, che tramite voi aiutano i poveri in varie parti del mondo.
Vi prometto le mie preghiere.
padre Witold Szulczynski
